Chi è Friedkin: il re della Toyota Usa interessato alla Roma

Un impero da 4 miliardi e un gruppo da 5.600 dipendenti. Cinema, sport e beneficenza: che corsa dal 1969. Quartier generale in Texas, proprio dove Pallotta è diventato grande

MIAMI -Thomas Friedkin aveva la passione dell'areonautica, ereditata dal padre Kenny, pilota e istruttore durante la Seconda Guerra Mondiale (fondò poi anche una compagnia aerea), è stato uno stuntman e le quattro ruote hanno fatto la sua fortuna (e adesso potrebbero farla anche della Roma). Gareggiava nelle corse automobilistiche per hobby Thomas Friedkin, poi grazie all'amicizia con il leggendario costruttore, pilota e imprenditore Carroll Shelby, entrò in contatto con la Toyota creando successivamente la Gulf States Toyota Distributors.

 

Dai resort al cinema: ecco la galassia Friedkin

Scomparso nel 2017, oggi alla guida del gruppo c'è il figlio Dan che ha una fortuna personale valutata da Forbes in 4,1 miliardi, mentre la società che ha cominciato l'attività nel 1969 ha la esclusiva per la distribuzione delle Toyota in cinque stati (complessivamente 154 concessionari): Texas, Arkansas, Louisiana, Mississippi e Oklahoma e nel 2018 ha venduto veicoli della casa giapponese per complessivamente 9 miliardi (il 13% del totale di tutti gli Stati Uniti). Ma l'impero non si esaurisce nel mondo delle auto e spazia in diversi campi. Infatti all'interno del The Friedkin Group, il cui Ceo è Dan Friedkin, ci sono attività imprenditoriali che partono dalle auto per arrivare ai resort (negli Stati Uniti e in Messico), ma ci sono anche i safari, tutto concentrato nel settore lusso, per poi giungere fino al cinema. In totale sono ben dodici le società che fanno parte del gruppo che ha oltre 5.600 dipendenti, 2.100 dei quali a Houston. 

 

La vita privata e la professione di Friedkin

Friedkin, sposato con Debra, ha quattro figli, si è fatto strada anche nell'ambito cinematografico e finora il fi lm più famoso ha avuto proprio l'Italia come protagonista. Si tratta di Tutti i soldi del mondo (All the Money in the World) regia di Ridley Scott, che racconta il sequestro di Paul Getty Jr. avvenuto a Roma nel 1973, che è stato co-prodotto da Dan Friedkin che poi si è lanciato nella regia firmando Lyrebird, pellicola uscita quest'anno. Ma il suo nome è molto conosciuto anche nell'ambito della beneficenza, solo in seguito all'uragano Harvey, che nel 2017 aveva provocato vittime e danni catastrofici a Houston e nel Texas, la Friedkin Disaster Relief Fund ha distribuito oltre 1,5 milioni di dollari.

Il mondo dello sport, all'insegna dell'Nba e degli... stadi

Nato a San Diego, l'headquarter delle attività del miliardario californiano si trova nel Texas a Houston e lì nel 2017 Dan Friedkin ha cercato anche di entrare direttamente nel mondo della NBA provando ad acquistare i Rockets, per poi essere superato in dirittura d'arrivo dall'italo-americano Tilman Fertitta. Ma i rapporti di Friedkin con la franchigia vanno indietro nel tempo: infatti l'arena dove gioca attualmente la squadra, dal giorno della sua inaugurazione, 6 ottobre 2003, si chiama Toyota Center. E fu proprio Dan Friedkin, che è un grande tifoso dei Rockets, ad aver avuto l'idea e poi portato avanti la trattativa per dare il nome della casa giapponese al nuovo impianto. Non solo basket però, perchè c'è anche il calcio. Infatti lo stadio da 20.5000 posti dei Dallas FC, franchigia che fa parte della Major Soccer League, si chiama Toyota Stadium.

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